Viaggi, cambiano le modalità nell’Unione europea

Viaggi, cambiano le modalità nell’Unione europea

In videoconferenza, Un vertice dei leader europei,  porta a nuove direttive sui viaggi all’interno della comunità

I Paesi che sono maggiormente colpiti dalla circolazione del virus, soprattutto dalla variante, saranno classificati come “zona rossa scuro“. In questi saranno direttamente gli Stati membri a decidere le ulteriori restrizioni alla circolazione. Si parla maggiormente di test e quarantena. E ciò avrà validità anche per chi arriva da fuori l’Ue.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha spiegato: «Adottiamo misure mirate per i viaggi, da preferire rispetto alla chiusura pura e semplice delle nostre frontiere. La quale metterebbe gravemente a repentaglio la nostra economia senza fermare il virus».

«Alle persone che viaggiano da una zona rosso scuro può essere richiesto di fare il test prima della partenza e di osservare una quarantena all’arrivo. In caso di situazioni sanitarie molto gravi, tutti i viaggi non essenziali devono essere fortemente scoraggiati sia all’interno dei Paesi che attraverso i confini. Allo stesso tempo è di assoluta importanza mantenere il mercato unico in funzione. Lavoratori e beni essenziali devono continuare a passare attraverso i confini senza interruzioni»

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel: «Noi cerchiamo di trarre insegnamenti da quello che è accaduto. Sappiamo che sarà probabilmente necessario adottare misure restrittive ulteriori per limitare i viaggi non essenziali. Questo è l’orientamento e nei prossimi giorni cercheremo di coordinarci con il buon senso utilizzando, ad esempio, il colore della zona riferito al rischio più o meno alto di contagio.

Michel ha parlato anche dei ritardi Pfizer nella consegna dei vaccini motivo per il quale i leader hanno espresso preoccupazione.

«I leader Ue chiedono che la vaccinazione aumenti e gli impegni delle aziende devono essere rispettati. C’è ampio sostegno alla proposta della Commissione, molto ambiziosa, di vaccinare il 70% degli adulti entro l’estate. Se ci saranno degli ostacoli li dobbiamo affrontare insieme».

Nessuna nuova notizia sul cosiddetto “passaporto vaccinale“. «Pensiamo sia necessario un certificato a finalità mediche e in una fase ulteriore vedremo come questo potrà essere utilizzato. Noi siamo molto cauti, è giusto saper constatare quando le persone sono state vaccinate», ha chiarito Michel.

«È una necessità medica. L’uso da farne va considerato con serietà. Ci sono ancora interrogativi sulla trasmissibilità e sulla durata, e gli usi possibili del certificato si discuteranno in un secondo momento», ha confermato la von der Leyen.

Sull’accordo dell’utilizzo e del reciproco riconoscimento dei test rapidi non ci sono state obiezioni. Saranno favoriti, così, gli spostamenti e sarà potenziato il tracciamento dei casi.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *