Verifica, Renzi: "Non penso proprio di far cadere il governo"

Verifica di governo, Renzi esclude la crisi di governo

Il leader di Iv precisa che l’obiettivo del suo partito è quello di far sì che l’esecutivo metta più soldi sulla sanità e a frutto i fondi europei

L’incontro con il premier Giuseppe Conte è slittato a domani, quando rientrerà da Bruxelles il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, capo della delegazione di Italia Viva al governo. Ma già oggi Matteo Renzi, leader del partito che fa parte della maggioranza di governo, fa sapere che la verifica non sfocerà in una crisi, malgrado gli avvertimenti e le richieste ultimative degli ultimi giorni:

“Non ci penso neppure”, ha risposto alla domanda se intenda far cadere l’esecutivo. “Ci sono però 846 morti e davanti a questo non si può far finta di niente. Ecco perché diciamo al presidente del consiglio di darci una mossa. Mettiamo più soldi sulla sanità, mettiamo a frutto bene i soldi europei, smettiamola con le polemiche. Ma ora la palla tocca al presidente del consiglio. Noi quello che dovevamo dire, glielo abbiamo detto chiaro in parlamento”. Parole chiare, quelle di Renzi, che pretende una marcia indietro del premier sul Recovery fund e sulla task force che dovrebbe essere chiamata a gestire secondo il premier risorse e progetti.

Certo, la possibilità di una crisi c’è sempre e sono in molti a guardare, nel caso Conte dovesse saltare, a Mario Draghi, l’ex presidente della Bce, che sarebbe sostenuto di certo da una maggioranza alternativa a quella attuale. Renzi, però, oggi sembra avere diradato le nubi anche se al possibile ricorso alle elezioni anticipate indicato dal Pd come unica soluzione alla crisi risponde così: . “Se ci fosse una crisi c’è una cosa più importante del Pd: si chiama Costituzione e la Costituzione prevede che si vada a vedere in parlamento se ci sono i numeri per un’altra maggioranza”.


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