Il mercato del lavoro italiano è nel pieno di profonde trasformazioni derivanti dall’avanzamento dell’innovazione tecnologica, dai mutamenti demografici e dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione che stanno stravolgendo le priorità delle imprese. In uno scenario così fluido e soggetto a cambiamenti, l’ultimo rapporto pubblicato da Excelsior Unioncamere intitolato “Laureati e lavoro 2024” ha osservato la graduale scomparsa di alcune professioni, mentre altre emergono o si trasformano. L’allarme lanciato è chiaro: il rischio verso cui si sta andando incontro è la mancata corrispondenza tra le competenze acquisite dai lavoratori del futuro e l’effettiva domanda da parte delle imprese. Un rischio che ha come conseguenza diretta una perdita progressiva di occupabilità per intere categorie di lavoratori, anche qualificati.
L’articolo Mancano tecnici programmatori (-47,7%), farmacisti (-17%) ed ingegneri (-19,3%), ma anche fabbri, cuochi e artigiani. I dati di Unioncamere sulle professioni che mancano in Italia sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.
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Mancano tecnici programmatori (-47,7%), farmacisti (-17%) ed ingegneri (-19,3%), ma anche fabbri, cuochi e artigiani. I dati di Unioncamere sulle professioni che mancano in Italia:
Il mercato del lavoro italiano è nel pieno di profonde trasformazioni derivanti dall’avanzamento dell’innovazione tecnologica, dai mutamenti demografici e dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione che stanno stravolgendo le priorità delle imprese. In uno scenario così fluido e soggetto a cambiamenti, l’ultimo rapporto pubblicato da Excelsior Unioncamere intitolato “Laureati e lavoro 2024” ha osservato la graduale scomparsa di alcune professioni, mentre altre emergono o si trasformano. L’allarme lanciato è chiaro: il rischio verso cui si sta andando incontro è la mancata corrispondenza tra le competenze acquisite dai lavoratori del futuro e l’effettiva domanda da parte delle imprese. Un rischio che ha come conseguenza diretta una perdita progressiva di occupabilità per intere categorie di lavoratori, anche qualificati.
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Il mercato del lavoro italiano è nel pieno di profonde trasformazioni derivanti dall’avanzamento dell’innovazione tecnologica, dai mutamenti demografici e dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione che stanno stravolgendo le priorità delle imprese. In uno scenario così fluido e soggetto a cambiamenti, l’ultimo rapporto pubblicato da Excelsior Unioncamere intitolato “Laureati e lavoro 2024” ha osservato la graduale scomparsa di alcune professioni, mentre altre emergono o si trasformano. L’allarme lanciato è chiaro: il rischio verso cui si sta andando incontro è la mancata corrispondenza tra le competenze acquisite dai lavoratori del futuro e l’effettiva domanda da parte delle imprese. Un rischio che ha come conseguenza diretta una perdita progressiva di occupabilità per intere categorie di lavoratori, anche qualificati.
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