Mattarella: Paese non può permettersi una crisi di governo

Mattarella: in questo momento difficile non possiamo permetterci una crisi di governo

Il Presidente della Repubblica sta facendo di tutto per evitare che si arrivi a un punto di rottura drammatico che pregiudicherebbe sia gli aiuti economici per le categorie più duramente colpite dalla crisi, sia per quanto riguarda la dura lotta al Covid-19.

In una lettera inviata dal leader di Italia Viva alla maggioranza sembrerebbero essere racchiuse in 30 punti fondamentali, le richieste mosse al governo. Una sintesi che racchiude le principali questioni politiche lasciate in sospeso e che il premier Conte si era impegnato a chiudere entro la fine di novembre dello scorso anno e che che tutt’ora sono rimaste insolute, quasi ignorate.

Tra i temi racchiusi in quei punti vi sono la gestione Inps, il ponte sullo Stretto, il reddito di cittadinanza, il JobsAct i navigator, il Mes, la questione di Autostrade.

Le renziane Elena Bonetti e Teresa Bellanova si dicono pronte a seguire il volere del leader di Italia Viva: se Matteo lo chiede, noi lo faremo parlando delle dimissioni. Un segnale chiaro e anche pericoloso perchè di fatto darebbero il là a una crisi di governo che giungerebbe prima dell’approvazione del Recovery Fund.

Per la Bellanova «la responsabilità sarà solo di chi non ha dato risposte al tempo giusto e nei luoghi giusti, preferendo alle risposte chiare e alla lealtà il gioco dei muri di gomma, non di chi ha avuto il ruolo scomodo di parlare sempre chiaro e mettere al centro i temi»

Le dimissioni delle ministre, infatti, provocherebbero una crisi formale di difficile risoluzione e che costerebbe molto cara al Paese: oltre un ritorno alle urne, forse un Conte Ter con le stesse forze, ma con una squadra di governo differente. 

La conferma arriva dallo stesso Renzi ai microfoni di Rtl 102.5. Dal Quirinale sarebbe partita la chiamata per mitigare gli animi e fare in modo che il Governo rimanga con la sua formazione completa, come aveva spiegato durante il discorso di Capodanno, accennando al “tempo dei costruttori”.

«Condividiamo le parole e i timori espressi dal presidente della Repubblica, approviamo questo benedetto Recovery Fund, che sono in larga parte prestiti e vanno spesi per creare posti di lavoro e per dare soldi alla sanità»

«Dobbiamo sbrigarci, Conte si dia una mossa e usiamo bene questi soldi, che non torneranno mai più. Spendiamoli bene o fatelo senza di noi». Ormai è una corsa contro il tempo. Dovrebbe tenersi mercoledì il Consiglio dei ministri per approvare il piano definitivo del Recovery Fund. Per poi arrivare alle Camere ed essere approvato entro una settimana. 

Un passo indietro o una pace momentanea quella di Renzi, che pur accettando le richieste di Mattarella ha dato al governo il segnale che i “giochi sono finiti“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *