La Bce accelera gli acquisti contro corsa rendimenti

La Bce accelera gli acquisti contro corsa rendimenti

Il board della Bce fa sapere che “si attende che nel prossimo trimestre gli acquisti nell’ambito del Pepp (Pandemic emergency purchase programme) siano condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi di quest’anno“.

Il ritmo di almeno 20 miliardi di euro a settimana: è la formula con cui il consiglio direttivo della Bce ha deciso di contrastare il forte rialzo dei rendimenti. Che, però, rischia di mettere i bastoni fra le ruote della ripresa europea. Superando le aspettative di gran parte degli economisti: lo spread Italia-Germania, da 100 punti base dove era un paio di giorni fa, è sceso a 93. Ma soprattutto il rendimento del Btp decennale in pochi minuti è piombato da 0,66 a 0,59%. Un’inversione della tendenza rialzista delle ultime settimane, riflessa oggi nell’asta di 8 miliardi di Btp a tre e sette anni. Entrambi venduti con più fatica che in passato e tassi al rialzo, -0,22 e 0,31% rispettivamente.

Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte sim, afferma: «La decisione di oggi di incrementare gli acquisti si inquadra in un atteggiamento della Bce. Il quale è volto sia a difendersi dall’effetto contagio del marcato rialzo dei tassi Usasia ad assicurare un controllo dei tassi in un trimestre come quello che sta per iniziare. Che sarà caratterizzato da un marcato incremento dei prezzi al consumo“.

Sui dettagli, e sulle opzioni in mano alla Bce, la presidente Christine Lagarde ha dovuto affrontare una conferenza stampa un po’ faticosa. Il contesto è quello del maxi-stimolo di bilancio da 1.900 miliardi di dollari del presidente Usa Joe Biden (vedi video sotto). Il Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede che “aumenterà il Pil americano fra il 5 e il 6% in tre anni“, con un “potenziale effetto significativo” sulla crescita mondiale. Dopo la nuova contrazione del Pil dell’area euro nel primo trimestre, la Bce si aspetta “una decisa ripresa” nel 2021. Questo grazie allo stimolo del Recovery Fund e a quello di Biden. Ma anche al ritiro graduale dei lockdown, e soprattutto ai vaccini.

La Bce ha così alzato la stima di crescita 2021 al 4% (da +3,9%) di dicembre, e prevede un 4,1% per il 2022. E anche l’inflazione, dopo mesi sottozero, rialza la testa. Ma lo stesso Fmi mette in guardia da una stretta delle condizioni finanziarie. Le aspettative di crescita, e di debito che inonderà il mercato, hanno infatti innescato una corsa dei rendimenti che dagli Usa contagia l’Europa. Rischiando, così, di indebolire gli sforzi della Bce per assicurare credito facile a imprese e famiglie, e dunque “non è benvenuta”, come ha spiegato la stessa Lagarde. Non è un caso che proprio lei si sia affrettata a precisare che la ripresa dei prezzi è dovuta a “ragioni tecniche e temporanee”.

La Bce potrebbe di volta in volta, magari con frequenza trimestrale, decidere se occorre accelerare gli acquisti per assicurare “il mantenimento di condizioni di finanziamento favorevoli”. Per ora il Pepp resta a 1.850 miliardi di dollari e sarà attivo da qui a marzo 2022.

Fonte del comunicato: https://eurocomunicazione.eu/

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