Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 30 novembre: 16.377 nuovi casi e 672 morti

I casi di coronavirus di oggi: 25.271 contagiati e 356 morti

I contagi diminuiscono a fronte di meno tamponi

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 960.373 persone (+25.271* rispetto a ieri, +2,7%; ieri +32.616) hanno contratto il virus Sars-CoV-2. Di queste, 41.750 sono decedute (+356, +0,9%; ieri +331) e 345.289 sono state dimesse (+10.215, +3,1%; ieri +6.183). Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 573.334 (+14.698, +2,6%; ieri +26.100) e sono visibili nella quinta colonna da destra della tabella in alto; il conto sale a 960.373 — come detto sopra — se nel computo ci sono anche i morti e i guariti, conteggiando cioè tutte le persone che sono state trovate positive al virus dall’inizio dell’epidemia.

tamponi sono stati 147.725, ovvero 43.419 in meno rispetto a ieri quando erano stati 191.144. Mentre il tasso di positività è intorno al 17% (precisamente 17,1%): vuol dire che su 100 tamponi eseguiti 17 sono risultati positivi; proprio come ieri quando era di circa il 17% (precisamente 17,1%). Questa percentuale dà l’idea dell’andamento dei contagi, indipendentemente dal numero di test effettuati. Questa è la mappa del contagio in Italia.

Molti meno contagi in 24 ore — sotto la soglia psicologica di 30 mila —, a causa di un minor numero di tamponi: i test comunicati di lunedì sono quelli processati di domenica, che sono in quantità inferiore rispetto agli oltre 200 mila infrasettimanali. Infatti, il rapporto di casi su tamponi rimane invariato al 17% e questo indica, appunto, che i positivi odierni sono in numero più basso per effetto del numero di test. Al di là della curva epidemiologica che sembra assestata con i dati odierni, la situazione non migliora: la pressione sulle strutture sanitarie sta diventando insostenibile, al punto da portare medici e infermieri a chiedere un lockdown generalizzato. Obiettivo: frenare l’ondata sugli ospedali.

In crescita le degenze. I pazienti ricoverati con sintomi sono 27.636 (+1.196, +4,5%; ieri +1.331), mentre i malati più gravi in terapia intensiva sono 2.849 (+100, +3,6%; ieri +115). Questi dati sono visibili nella tabella in alto, nella seconda e nella terza colonna da sinistra. Se si osserva il dato delle persone in reparto ordinario si nota che si avvicina al picco massimo registrato il 4 aprile durante la prima ondata, quando i ricoverati sono stati 29.010, mentre il picco di malati in terapia intensiva si è verificato il 3 aprile con 4.068 pazienti in rianimazione.

Quasi tutte le Regioni mostrano nuovi positivi in diminuizione, dalla Lombardia che rimane la più colpita (+4.777), alla Campania (+3.120). Stesso andamento in discesa anche per quelle sopra quota 2 milaPiemonte (+2.876) che tocca i 100 mila casi totali (compresi guariti e morti), Toscana (+2.244), Veneto (+2.223), Lazio (+2.153) ed Emilia-Romagna (+2.025). In controtendenza, invece, è la Calabria che segna il suo record assoluto: per la prima volta supera la soglia di 400 (+443 per la precisione).

Soltanto una Regione non ha vittime — la Basilicata — mentre quelle con più decessi sono: Lombardia (+99), Piemonte (+49), Toscana (+33), Sicilia (+27), Veneto (+21) e Liguria (+21). In basso il dettaglio.

Qui tutti i bollettini dal 29 febbraio. Qui le ultime notizie della giornata.

I casi Regione per Regione

Il dato fornito qui sotto, e suddiviso per Regione, è quello dei casi totali (numero di persone trovate positive dall’inizio dell’epidemia: include morti e guariti). La variazione indica il numero dei nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, mentre la percentuale rappresenta l’incremento rispetto al giorno precedente, calcolata sul totale regionale.

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