Dicembre 1, 2023

Ryanair, l’Antitrust italiano apre un’indagine per abuso di posizione dominante

TRASPORTI

di Leonard Berberi

Ryanair, l’Antitrust italiano apre un’indagine per abuso di posizione dominante

L’Antitrust italiano apre un’indagine contro Ryanair — la principale low cost d’Europa e prima compagnia in Italia per passeggeri trasportati — «per possibile abuso di posizione dominante». Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato il vettore irlandese «danneggerebbe le agenzie di viaggio e i consumatori cercando di estendere il proprio potere di mercato anche nell’offerta di altri servizi turistici». Il giorno dopo in cui il governo decide di togliere il tetto alle tariffe sui voli con la Sicilia e la Sardegna — misura fortemente criticata da Ryanair — arriva l’apertura del fascicolo contro la low cost.

Le segnalazioni

La mossa dell’Antitrust italiano, si legge nelle 22 pagine, arriva dopo «varie segnalazioni» dell’Associazione italiana agenti di viaggio, la Federazione del turismo organizzato e l’Associazione Codici Lombardia, «a partire dallo scorso mese di maggio» nelle quali si accusa Ryanair di «fare leva sulla posizione dominante detenuta nei mercati in cui opera per estendere il proprio potere anche nell’offerta di altri servizi turistici (ad esempio hotel e noleggio auto) ai danni delle agenzie di viaggio — online e offline — e dei clienti che se ne avvalgono per comprare tali servizi».

Le accuse

La low cost, prosegue l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, «da un lato sembra ostacolare l’acquisto — da parte delle agenzie — dei biglietti aerei direttamente dal proprio sito, dall’altro consente l’acquisto degli stessi alle sole agenzie tradizionali tramite piattaforma Gds a condizioni che risulterebbero di gran lunga peggiorative in termini di prezzo, di ampiezza dell’offerta e di gestione post vendita del biglietto». Secondo chi ha inviato la segnalazione all’Agcm Ryanair «attuerebbe alcune politiche discriminatorie e denigratorie».

I punti critici

Diversi i punti critici secondo l’Antitrust. Ryanair «impedirebbe, dal punto di vista sia formale sia sostanziale, alle agenzie di utilizzare il sito ryanair.com per effettuare l’acquisto dei biglietti aerei per conto dei propri clienti». Non solo. Una volta identificata la prenotazione «come proveniente da un’agenzia di viaggio, la low cost metterebbe in atto una serie di comportamenti volti a bloccare o rendere più difficoltosa la fruizione del servizio acquistato». In particolare richiedendo «l’intervento diretto del passeggero per lo sblocco della prenotazione e veicola a quest’ultimo informazioni denigratorie e non veritiere allo scopo di dissuaderlo dall’avvalersi delle agenzie di viaggi per acquistare biglietti Ryanair».

La verifica dell’identità

La accuse non finiscono qui. «Quando l’acquisto di un titolo di viaggio avviene tramite un account che Ryanair riconduce a un’agenzia viaggi — si legge nel documento dell’Agcm — la compagnia blocca la prenotazione con l’invio di una e-mail di “Verifica di cliente richiesta” impedendo a chiunque (agenzia o passeggero) di gestire tale prenotazione fin quando il passeggero non si sottopone personalmente alla “procedura di verifica”» per verificare la sua identità. «L’opzione “verifica rapida” ha un costo di 0,59 euro a carico del cliente. In caso di mancata verifica non è possibile procedere al check-in online e il passeggero è tenuto a effettuare il check-in in aeroporto, pagando un supplemento che può arrivare fino a 75 euro».

Le conseguenze

Ryanair viene accusata dalle agenzie di viaggio anche di «rendere disponibili i suoi voli sui Gds (i sistemi di acquisto e gestione della biglietteria aerea, ndr) a condizioni sia tecniche sia economiche peggiorative rispetto a quelle offerte sul proprio sito». Tutte condotte — sottolinea l’Antitrust italiano — «volte a limitare alle agenzie di viaggio la vendita dei biglietti che in genere sono il primo acquisto effettuato nell’organizzazione di una vacanza e che rappresentano il “punto di accesso” per la vendita di ulteriori servizi» e che «avrebbe effetti non solo sulle agenzie ma anche sui consumatori finali: si determinerebbero infatti condizioni peggiorative sotto il profilo quantitativo e qualitativo e ingiustificate difficoltà nella gestione della prenotazione». L’Agcm dà sessanta giorni di tempo alle parti per portare le proprie motivazioni — «per accertare l’esistenza di violazioni della concorrenza ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 287/1990 e/o dell’articolo 102 del Tfue» — e stabilisce che «il procedimento deve concludersi entro il 31 dicembre 2024», quindi tra un anno e due mesi.

I tempi

«Accogliamo con favore l’indagine dell’Antitrust italiano che chiarirà ai passeggeri di prenotare direttamente su Ryanair.com per ottenere le tariffe più basse. In questo modo potremo comunicare direttamente con loro per garantire che effettuino le necessarie dichiarazioni di sicurezza e siano informati di tutti i protocolli di sicurezza e regolamenti, come previsto dalla legge», replica in una nota la low cost. «Siamo tuttavia sorpresi che l’autorità non abbia mostrato interesse per il fatto che i prezzi dei voli Ryanair e dei servizi opzionali sui siti delle agenzie di viaggio online spesso superano i prezzi originali Ryanair.com fino al 200%. Ryanair continua ad offrire, tramite licenza, accesso alle proprie tariffe per confrontare i prezzi su piattaforme online; gli agenti di viaggio possono anche accedere all’inventario Ryanair tramite i nostri partner Gds».

I numeri

Nel 2022 Ryanair ha trasportato in Italia circa 48,5 milioni di passeggeri secondo i dati dell’Enac, pari a quasi il 37% dell’intero traffico nel nostro Paese su scala nazionale, internazionale e intercontinentale. L’ultimo suo bilancio annuale si è chiuso a marzo 2023 con 10,8 miliardi di euro di ricavi (6,9 dall’emissione dei biglietti, 3,9 dalla vendita dei servizi extra) e 1,4 miliardi di profitti. L’Italia è stato il primo Paese per ricavi, pari a 2,36 miliardi di euro.

lberberi@corriere.it

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