Maggio 28, 2023

Prezzi alimentari, su anche all’ingrosso: i più cari? Melanzane e peperoni +10%

 Prezzi alimentari, su anche all’ingrosso: i più cari? Melanzane e peperoni +10%

Il 65% dei mercati all’ingrosso italiani ha registrato un aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari nei primi mesi del 2023. L’incremento dei prezzi è stato rilevato nelle città di Firenze, Milano, Pescara, Bergamo, Verona, Padova, Rimini, Fondi, Torino, Catania e Parma. Solamente a Genova vi è stata una diminuzione dei prezzi rispetto allo stesso periodo del 2022. A Roma, Cesena, Treviso, Catanzaro e Cagliari, i costi di frutta e verdura all’ingrosso non hanno subito alcuna variazione. A dirlo è un’analisi dell’Osservatorio di Italmercati, la Rete nazionale dei mercati all’ingrosso. Ma l’aumento dei prezzi non ha compensato la riduzione dei margini.

Peperoni e melanzane sono i prodotti che hanno registrato l’incremento più alto in questi primi mesi, arrivando al +10%. Finocchi, zucchine e carciofi, quelli che hanno registrato una diminuzione. Guardando ai mesi a venire, si prevede una stabilizzazione dei prezzi per quasi tutti i mercati agroalimentari italiani. Le città di Milano, Pescara, Bergamo e Rimini, però prevedono un ulteriore incremento dei prezzi all’ingrosso. «La riduzione dei prezzi dell’energia non è sufficiente a risolvere le problematiche degli operatori dei mercati, soggetti energivori a causa degli elevanti consumi per la catena del freddo. L’80% dei mercati nazionali subisce ancora molto l’elevato costo dell’energia con conseguenze gravi sull’andamento della propria attività», dice Italmercati in una nota.

Altra preoccupazione registrata dalla quasi totalità dei mercati agroalimentare (il 94%) è la sempre maggiore frequenza di fenomeni estremi che hanno provocato impatti importanti sull’andamento del business. «Stiamo registrando una generale situazione di depressione del settore legata in particolare ad un calo dei consumi e ad una minore disponibilità di reddito da parte dei consumatori», dichiara Fabio Massimo Pallottini, presidente di Italmercati. «Il protrarsi del freddo, così come il repentino cambio di temperatura, sta modificando le abitudini d’acquisto dei consumatori», aggiunge.

Per i consumi ittici si assiste in questo scorcio 2023 a una riduzione compresa tra il 10% ed il 20% degli acquisti. «Per questo — conclude il presidente di Italmercati — siamo convinti che sia sempre più urgente una azione per ridare slancio ai consumi delle famiglie italiane, per una dieta sana ed equilibrata».

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17 apr 2023

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