Settembre 21, 2023

Case green? In Italia 9 milioni di case vecchie: due su tre da ristrutturare

la direttiva Ue

di Gino Pagliuca16 gen 2023

Case green, i vecchi edifici stanno già perdendo valore per i requisiti energetici

Il superbonus ha comportato finora un impegno di spesa per 68,7 miliardi di euro da parte dello Stato, ha portato all’incremento di prezzo dei materiali, ai quali certo ha anche contribuito lo scenario economico, e alla difficoltà di trovare imprese pronte a operare entro le scadenze. Un’applicazione letterale della normativa sulle case green in discussione a Bruxelles farebbe crescere a dismisura i problemi evidenziati dal superbonus, per la semplice ragione che a fronte di interventi sostanzialmente simili bisognerebbe intervenire sui due terzi (stima Ance) degli edifici residenziali italiani e a questo bisognerebbe aggiungere il patrimonio non abitativo e gli edifici pubblici. Il superbonus ha finora riguardato circa il 5% del totale degli edifici unifamiliari e lo 0,8% dei plurifamiliari.

La direttiva prevede entro il 2030 l’obbligo per tutte le case usate di avere una classificazione energetica almeno in classe E; inoltre di migliorare ulteriormente nel giro di tre anni, salendo alla classe D. La direttiva tuttora in discussione ha scatenato il dibattito politico ma va detto che, anche se fosse approvata nella formulazione attuale e se anche fosse recepita (ipotesi non del tutto plausibile) dall’Italia, rischierebbe di essere una sorta di grida manzoniana, per l’evidente impossibilità di adeguarvisi.

Due le ragioni per cui la norma non appare attuabile rispettando tempi e requisiti. La prima per il numero monstre di edifici che interesserebbe. I dati Istat dicono che almeno 8 milioni di edifici sono stati costruiti prima che, a seguito dello shock petrolifero del 1973, si varassero norme che rendevano obbligatoria per gli immobili nuovi l’adozione di misure tese a contenere i consumi dell’edificio.

Secondo gli ultimi dati Enea pubblicati lo scorso novembre nelle certificazioni effettuate nel 2021 le abitazioni di classe E F G (quelle per cui bisognerebbe intervenire) rappresentavano il 76% del totale, una quota che rappresenta un miglioramento minimo rispetto al 77% dei cinque anni precedenti.

Case green, i vecchi edifici stanno già perdendo valore per i requisiti energetici

Per ottenere un miglioramento di classificazione gli edifici dovranno per forza effettuare gli stessi interventi previsti oggi per il superbonus e quindi:coibentazione dell’edificio, cambio della centrale termica, e possibilmente sostituzione degli infissi e installazione del fotovoltaico.

Tenendo presenti i numeri del superbonus citati sopra, la stima per una spesa teorica almeno pari a un anno di Pil del Paese appare addirittura prudenziale. E a questo si aggiunge che, a differenza di quanto accade per il superbonus, il costo sarebbe per buona parte a carico di proprietari, con molti che non potrebbero far fronte alla spesa e sarebbero costretti a svendere le loro case. Che il mercato però sta già deprezzando.

Negli ultimi mesi è già cresciuto molto il divario tra i prezzi delle abitazioni riqualificate e di quelle nuove (oggi praticamente già del tutto virtuose dal punto di vista energetico) e il valore degli immobili energivori. Un fenomeno in atto da anni nel mercato degli uffici.

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, 2023-01-16 13:03:00, La nuova direttiva Ue, ancora da approvare, impone entro il 2030 almeno la classe E e la classe D entro 3 anni. In Italia si dovrebbe intervenire su due case su tre, Gino Pagliuca

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