Maggio 28, 2023

Sentirsi inaspettatamente grati alla vita: è questo il mio augurio per il 2023

di Rosella Pastorino

Anche in mezzo al dolore, cui nessuno pu sottrarsi, capita a volte di assistere alla bellezza e non riconoscerla

Io credo che la vita ti abbia dato molto; e nello stesso tempo ti abbia offeso in un modo misterioso a te stessa. Quando lessi questa frase che Cesare Garboli aveva scritto in una lettera a Elsa Morante pensai che parlasse di me, con me. Forse lo pensa chiunque. Chiunque si considera in credito con la vita.

Ma quanti si sentono grati?
C’ una retorica della gratitudine che mi imbarazza, come tutti i luoghi comuni. Eppure, se ripenso all’anno appena trascorso, io sono grata. Quando il dolore cos acuto che condividerlo impossibile, si passano in rassegna cose e persone per capire fino a quale assenza, fino a quale perdita, si pu ancora resistere. Ridotta all’osso, la vita persevera, ma nuda. Afasica. C’ nella biologia, che ci precede (siamo corpo prima di averne coscienza), una specie di ottusit. E insieme una sapienza, un bisogno del mondo che per il mondo un richiamo. Nel 2022, un anno terribile, sono stata in certe occasioni sinceramente felice.

Per esempio al Festival delle storie di Gavoi, nel cuore della Barbagia. Era luglio, la prima edizione dopo la pausa imposta dalla pandemia. Alle cinque del pomeriggio il sole era ancora alto e il caldo impietoso. Nel giardino pubblico le sedie erano incandescenti. La diminuzione dei fondi aveva impedito di comprare un tendone. Di l a poco sarebbe salita sul palco Mariangela Gualtieri e non tirava un filo d’aria.
Man mano la gente si sistem per terra, all’ombra degli alberi, tutt’attorno alle sedie. Anziani e bambini, ragazze con i cani, signore con il ventaglio, uomini sudati, scrittori.

Mariangela Gualtieri fu davanti a una platea vuota e a un giardino affollato. Ad accogliere la sua voce, i suoi versi, un silenzio sacrale, quasi si stesse celebrando una cerimonia e tutti noi riuniti fossimo parte di una sola comunit. Non fui l’unica a commuoversi. Pensavo a quale privilegio mi fosse toccato: assistere, in un pomeriggio d’estate, a tanta bellezza. Pensavo che avrebbe potuto non essere il mio destino, che non ero nata in una famiglia di poeti, e nemmeno di lettori di poesia; ma ero finita l, in mezzo a quelle persone, con le lacrime agli occhi. La vita mi aveva offesa – la vita ci offende, tutti, perch precaria, perch totalitaria – e mi aveva dato molto, come potevo non vederlo, non sdebitarmi?

Ecco, per l’anno che appena cominciato, auguro a chi mi sta leggendo, e a me, istanti come quello, epifanie benedette in cui la bellezza dirompente al punto che – pure in mezzo al dolore, cui nessuno pu sottrarsi – impossibile non riconoscerla, con un sentire / che non intelligente lavorio cerebrale, per citare Gualtieri. Vi auguro insomma di sentirvi, a volte, inaspettatamente grati.

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8 gennaio 2023 (modifica il 8 gennaio 2023 | 09:08)

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, 2023-01-08 08:25:00, Anche in mezzo al dolore, cui nessuno può sottrarsi, capita a volte di assistere alla bellezza e non riconoscerla , Photo Credit: , Rosella Pastorino

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