Dicembre 6, 2022

Ugo Russo, il rapinatore 15 enne ucciso da un carabinieri: in un podcast il ricordo degli amici

di Fabio Postiglione

L’iniziativa voluta dalla fondazione Foqus e realizzata dagli amici del ragazzo ucciso da un carabiniere durante un tentativo di rapina a Napoli il 29 febbraio del 2020

Un dialogo immaginario. Le voci dei ragazzi dei vicoli di Napoli. L’accento marcato che detta il ritmo, come la regia di un film dell’orrore. Una storia, vera, che non ha un lieto fine, ma che può lasciare traccia di sé e vincere il tempo, la rabbia e perché no, anche la morte. È un podcast, per ricordare e raccontare la breve storia di Ugo Russo che il 29 febbraio del 2020 è morto all’età di 15 anni , ucciso durante una rapina sul lungomare di Napoli da un carabiniere, ora indagato per omicidio volontario. E la domanda è quasi naturale, tragicamente reale: questa è la fine dei ragazzi dei Quartieri Spagnoli? Questo il futuro che spetta ai figli di Napoli? Morire uccisi? Finire in galera? Rispondo gli stessi ragazzi che quei vicoli li popolano e che (molte volte) non hanno le stesse opportunità del resto dei loro coetanei che vivono vite più semplici nel resto d’Italia. «Il carabinieri ha fatto bene ad ucciderlo”. “Ugo ha meritato di fare questa fine». «È stata autodifesa». «I ragazzi dei quartieri fanno tutti questa fine», rispondono (forse) provocatoriamente. «Perché è difficile empatizzare con chi è così distante da noi».

E Napoli, dice la voce narrante, può essere «incarognita e indifferente» anche davanti alla morte di un ragazzo di 15 anni. Ma poi, come quando una crepa inizia a spaccare un vetro, è possibile che da quei frammenti si possa vedere altro. A parlare è Francesco, il fratello più piccolo di Ugo. «Era protettivo mi mancano le giornate assieme. Le estati al mare a Ischia». Immagini, su immagini, su immagini. E poi suoni, quelli della strada, delle sirene e l’eco della morte che per un 15enne dovrebbe essere lontano nel tempo e invece si è materializzato troppo presto. «Quando è stato ucciso ero a casa e siamo stati avvisati da persone del vicolo — racconta ancora Francesco —. Ci aggrappavamo alla speranza che potesse essere solo in gravi condizioni. Scoprimmo che ad ucciderlo fu un carabiniere».

Il lutto interminabili e le prime reazioni. «Mi stupivano i commenti dei cittadini. Avevo rabbia, nessuno ci conosceva e volevano giudicare. Giudicare solo lo sbaglio di Ugo. Ma altri, invece, sono venuti a conoscere il nostro dolore». E tra loro le associazioni che da sempre, tra mille difficoltà e sacrifici, si occupano dei ragazzi di Napoli. Proprio come Foqus (acronimo di fondazione Quartieri Spagnoli), una realtà che da nove anni ha avviato una rivoluzione nel dedalo di vicoli più famoso di Napoli. Un progetto che nasce attorno all’ex Istituto Montecalvario da un’idea di Rachele Furfaro. Lì dove c’era un complesso monumentale in decadenza, con una scuola che contava 40 bambini iscritti, oggi c’è una comunità attiva di scuole, di imprese sociali, cooperative, che lavorano e collaborano promuovendo processi di inclusione sociale, di sviluppo, di trasformazione, attraverso servizi e attività di educazione, di formazione, di professionalizzazione.

Con Foqus gli iscritti a scuola sono decuplicati: sono oltre 400 i bambini e i ragazzi che frequentano l’istituto, dall’asilo nido alla terza media, in un quartiere dove la dispersione scolastica sfiora il 40 percento. E il podcast «Strati — Era solo un ragazzo», ispirato al lavoro di Zerocalcare, è nato in classe: mentre fuori continua a montare la polemica, la battaglia tra colpevolisti e innocentisti, dentro i ragazzi si confrontano laicamente su quanto accaduto. È si occupano di tutto: dalla stesura del testo, alle testimonianze, alla produzione «Ora il prossimo step, la prossima sfida, sarà dar vita a una vera e propria scuola di podcast, qui a RadioFoqus nel cuore dei Quartieri Spagnoli», annuncia Renato Quaglia, direttore di Foqus. «Sarà aperta a tutti, adulti e adolescenti, con un occhio particolare ai bambini e ragazzini dei Quartieri spagnoli, che saranno sempre coinvolti gratuitamente», conclude.

23 novembre 2022 (modifica il 24 novembre 2022 | 10:10)

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, 2022-11-24 09:44:00, L’iniziativa voluta dalla fondazione Foqus e realizzata dagli amici del ragazzo ucciso da un carabiniere durante un tentativo di rapina a Napoli il 29 febbraio del 2020, Photo Credit: , Fabio Postiglione

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