Novembre 29, 2022

Segreteria nazionale Dem, la scalata di Stefano Bonaccini parte dalla Puglia

politica

Mezzogiorno, 22 novembre 2022 – 09:12

Asse con il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro. Il tour del governatore emiliano potrebbe partire proprio dal capoluogo pugliese. Resta l’incognita su cosa farà il presidente Michele Emiliano

di Francesco Strippoli

Antonio Decaro e Stefano Bonaccini
Antonio Decaro e Stefano Bonaccini

Partirà dalla Puglia, forse da Bari, il tour che porterà Stefano Bonaccini in tutta Italia per promuovere la sua candidatura a segretario nazionale del Pd. Dovrebbe essere tra un paio di settimane. La ragione della visita pugliese, da quel che si intuisce, è doppia. La prima: il presidente dell’Emilia Romagna vuole partire in maniera simbolica dal Sud, territorio sul quale sente di avere una presa minore, a causa del fatto che la sua Regione è una delle tre (con Lombardia e Veneto a guida leghista) ad aver chiesto maggiori competenze nel processo di Autonomia differenziata. In molti, nel Mezzogiorno, sono fermamente schierati contro quel processo di trasferimento delle competenze, temendo danni per le regioni meridionali. Bonaccini è interessato a spegnere le preoccupazioni, diversamente avrebbe difficoltà a promuovere la propria candidatura al Sud.

La seconda ragione: il sindaco Antonio Decaro, senza annunci espliciti, è schierato con il governatore emiliano romagnolo. E rappresenta quella ramificata parte del Pd costituita da amministratori locali, pragmatica e concreta, che Bonaccini si prefigge di rappresentare. Da questo punto di vista il legame con Decaro verrà valorizzato non solo per il peso politico del sindaco, ma pure per i legami che quest’ultimo ha costruito in vista della candidatura alla presidenza della Puglia nel 2025.

L’ipotesi (estiva) Decaro

Nei mesi estivi si è molto parlato dell’eventuale candidatura del medesimo Decaro alla segreteria, cui il sindaco è stato pressato fino a qualche giorno fa da diversi ambienti pd. E, contemporaneamente, si accennò anche all’eventualità di un ticket con Bonaccini: il settentrionale nel ruolo di leader, il pugliese in quello di vice. Il quadro è cambiato ma l’ipotesi resta in piedi. Con Bonaccini si potrebbe schierare tutto il mondo che si è coagulato attorno al sindaco. Ossia: l’assessore regionale Donato Pentassuglia (tra i più ferventi sostenitori della candidatura nazionale di Decaro) e i consiglieri regionali Francesco Paolicelli (ex capo di gabinetto in Comune) e Donato Pentassuglia.

Gli scenari delle alleanze (e non) in Puglia

Con Decaro (e con Bonaccini), ma con altre motivazioni, saranno Fabiano Amati e Ruggiero Mennea. I quali proprio nei giorni scorsi hanno lanciato un appello per un partito riformista che sappia respingere «la logica del né-né» e assuma un piglio riformista e pragmatico. Ossia l’anima manifestata fin qui da Bonaccini. Il quale, però, nelle ultime dichiarazioni è parso più propenso a tenere tutto assieme e racchiudere nel Pd sia la parte moderata (che guarda a Calenda), sia la parte di sinistra (che guarda al M5S). Che farà Michele Emiliano? Si sa che con il campano Vincenzo De Luca, il laziale Nicola Zingaretti e il calabrese Nicola Irto stanno lavorando ad un documento, dal timbro meridionalista, da offrire al dibattito congressuale. Anche per sfuggire alla logica di un congresso come una sorta di derby emiliano-romagnolo tra Bonaccini e la sua ex vice Elly Schlein. Solo dopo decideranno il che fare. Nulla è escluso.

Si capisce che il governatore voglia essere ascoltato: sul piano dei contenuti (il documento) ma anche del consenso che deve portare. I voti congressuali, insomma, non saranno gratis. Con Emiliano sono schierati i deputati Ubaldo Pagano (molto inclinato verso Bonaccini) e Claudio Stefanazzi. Marco Lacarra pencola tra Emiliano e Decaro, Francesco Boccia è con Letta. Ma non è detto che alla fine non vadano a finire tutti sulle posizioni di Bonaccini. Vale anche per il vice presidente della Regione, Raffaele Piemontese, e per la presidente del consiglio Loredana Capone. Sicché se Emiliano si farà persuadere dal collega emiliano romagnolo, alla fine quasi tutta la Puglia sarebbe schierata con Bonaccini. Quasi. Perché c’è l’area Franceschini, rappresentata in Puglia da Alberto Losacco, propensa a sostenere Schlein. E così potrebbero fare altre personalità più vicine ad una visione più di sinistra, come per esempio Michele Mazzarano. Tace, per ora, l’area Orlando.

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22 novembre 2022 | 09:12

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