Dicembre 1, 2022

Pensioni, le 6 nuove fasce delle rivalutazioni con i tagli: ecco come funzionano

Previdenza

Cala il sipario sull’attuale schema di rivalutazione a tre «scaglioni». Il 100% vige solo fino a 2.100 euro, per le minime sale il bonus nel 2024

di Marco Rogari

Pensioni, cosa c’è e cosa manca nella manovra 2023

2′ di lettura

Un bonus che fa salire le pensioni minime ad almeno 570 euro nel 2023 e a circa 580 euro nel 2024. Un nuovo meccanismo con sei fasce che garantisce la rivalutazione piena solo per gli assegni fino a circa 2.100 euro. Si scende poi all’80% per i trattamenti inferiori o pari a 2.625 euro, al 55% per quelli tra 2.626 e 3.150 euro, al 50% tra 3.151 e 4.200 euro, al 40% tra 4.201 e 5.250 euro e al 35% per le pensioni oltre questa ultima soglia. A disegnare questo schema per indicizzare gli assegni pensionistici al caro vita è la manovra approvata dal governo Meloni, nell’ultima versione messa a punto dai tecnici. Nel disegno di legge di bilancio vengono confermate le uscite con il mix Quota 42 e 62 anni d’età (di fatto Quota 103), così come il bonus del 9,19% per i lavoratori che decideranno di rinviare l’uscita una volta raggiunti i requisiti di Quota 103.

Cala il sipario sullo schema di indicizzazione a tre fasce

Dal 1° gennaio 2023 calerà il sipario sull’attuale schema articolato su tre fasce di reddito per la rivalutazione delle pensioni: 100% per i trattamenti fino a 4 volte il trattamento minimo Inps (circa 525 euro); 90% per quelli superiori a 4 volte e fino a 5 volte il minimo; 75% sulle fasce di importo superiori a 5 volte il minimo. Nelle scorse settimane il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha firmato il decreto che fissa al 7,3% la quota di indicizzazione al caro vita per l’adeguamento da far scattare a gennaio.

Nuovo sistema di perequazione per il biennio 2023-2024

Il governo ha deciso di adottare per il biennio 2023-2024 un nuovo sistema di perequazione degli assegni pensionistici che premia i trattamenti al minimo, mantiene la rivalutazione piena per quelli fino a quattro volte il minimo e taglia progressivamente gli adeguamenti per gli assegni superiori a questa soglia.

Le sei nuove fasce

Anche per i prossimi due anni la rivalutazione sarà piena per le pensioni fino a quattro volte il minimo Inps (circa 2.100 euro). Oltre questa soglia scattano i tagli. L’adeguamento sarà dell’80% per gli assegni pari o inferiori a cinque volte il minimo, del 55% per quelli tra cinque e sei volte il minimo, del 50% tra sei e otto volte il minimo, del 40% tra otto e dieci volte il minimo e del 35% per le pensioni superiori a 10 volte il minimo (circa 5.250 euro). Per i trattamenti al minimo (circa 525 euro) arriva una rivalutazione maggiorata.

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Minime a oltre 570 euro nel 2023 e a circa 580 nel 2024

Come annunciato dal governo la rivalutazione delle pensioni minime di quelle ancora più basse sarà “rafforzata”. In particolare, il “minimo” sarà incrementato dell’1,5% il prossimo anno e del 2,7% nel 2024. Tenendo conto dell’indicizzazione del 7,3%, gli assegni più bassi dovrebbero arrivare a oltre 570 euro il prossimo anno e a circa 580 in quello successivo.

, 2022-11-24 05:48:00, Cala il sipario sull’attuale schema di rivalutazione a tre «scaglioni». Il 100% vige solo fino a 2.100 euro, per le minime sale il bonus nel 2024, di Marco Rogari

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