Dicembre 9, 2022

Investimenti agricoli, che anno sarà il 2023? – Economia e politica – Agronotizie

Il 2023 vedrà presumibilmente una nuova spinta agli investimenti, incentrati sulla sostenibilità e sulla riduzione dei consumi, dopo il boom della spesa energetica del 2022. E nel futuro, l’Italia farà i conti con due tipi di agricoltura: una di supporto al territorio, in forte connessione col turismo, e una ad alto tasso di specializzazione, di dimensioni più strutturate, estremamente specializzata e capace di offrire prodotti di estrema qualità a basso impatto.

È la visione di Alessandro Tosi, referente Agribusiness di UniCredit Italia, al quale abbiamo rivolto alcune domande alla vigilia di un nuovo anno che vedrà innestarsi alcuni cambiamenti epocali, a partire dalla riforma della Politica Agricola Comune. Il punto di vista della banca, sempre più un partner negli investimenti strategici delle aziende agricole, è fondamentale anche per capire dove indirizzare le strategie di crescita.

Quali sono le stime di UniCredit per il 2023 in agricoltura?

“Prevediamo una crescita; dopo il periodo pandemico che ha visto le imprese agricole italiane ricorrere agli strumenti governativi, come garanzie e moratorie, ci aspettiamo un aumento degli investimenti sulla spinta delle misure messe a disposizione dal Pnrr da un lato e dalla nuova Politica Agricola Comunitaria dall’altro. Tuttavia, non bisogna trascurare gli elevati costi energetici, che potrebbero rallentare tale processo”.

Ritenete che l’applicazione della riforma della Politica Agricola Comune e il boom dei costi di gestione possano portare le imprese agricole a ricalibrare gli investimenti? In quale direzione?

“Come dicevo, è probabile un rallentamento degli investimenti e, in alcuni casi, una ricalibrazione dovuta alla necessità di realizzare investimenti sostenibili che massimizzino la produzione, ma che siano impostati in un’ottica di forte riduzione dei consumi”.

Il 2022 è stato un anno particolarmente difficile per la crisi climatica. Vi è un cambiamento in atto che la stessa Cop27 ha posto in evidenza. UniCredit darà priorità alle aziende agricole che adotteranno soluzioni per migliorare la propria resilienza?

“UniCredit è una delle prime banche in Europa per temi Esg. L’ambiente è uno dei punti cardine che riguarda tutti noi. UniCredit accompagna non solo le imprese agricole, ma tutte le imprese nel percorso di transizione, supportandole negli investimenti necessari per migliorare la capacità di far fronte agli inevitabili processi di cambiamento climatico.

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Quali strumenti mette a disposizione UniCredit per le aziende agricole e quali sono quelli più richiesti? E quali sono le filiere più dinamiche in chiave di investimenti?

“UniCredit ha da sempre un modello dedicato all’agricoltura che prevede, fra le altre, prodotti di credito agrario tarati sulle esigenze specifiche delle imprese. Ogni impresa, a seconda del proprio indirizzo produttivo, ha esigenze particolari che non possono essere affrontate con un solo strumento. Pertanto, il catalogo prodotti affronta e mette a disposizione di tutte le imprese agricole prodotti di breve, medio e lungo periodo. 

Uno dei prodotti che offre flessibilità per il breve termine ed è molto richiesto si chiama SuperCash Rotativo Agrario.

Come funziona?

“Vi aspettiamo in filiale e nei nostri Business Center. Quanto agli investimenti, tutte le filiere si stanno organizzando per nuove progettualità sulla spinta di Pnrr, Pac e piani operativi”.

Quanto “pesano” le innovazioni tecnologiche e l’adozione di soluzioni di agricoltura di precisione e Agricoltura 4.0 nella decisione di finanziare un’impresa agricola?

“Non c’è una unità di misura per ‘pesare’ chi si dota di nuove tecnologie. Il mondo ha subìto una forte accelerazione e la necessità di nuove attrezzature è motivata dalla necessità di una riduzione dei costi, del tempo delle singole lavorazioni, puntando al contempo ad una massimizzazione dei profitti in ottica di qualità”.

Come immagina UniCredit l’agricoltura italiana fra dieci anni?

“Pensiamo a due tipi di agricoltura: una che sia di supporto al territorio e operi un lavoro sinergico con il turismo, perché crediamo che siano due settori trainanti per il nostro Paese. E un’altra, più organizzata, gestita con logiche sempre più imprenditoriali, di dimensioni crescenti e con tecnologia avanzata che supporti gli imprenditori nella quotidianità. Una agricoltura aperta al mondo e capace di offrire prodotti di estrema qualità a basso impatto. Una agricoltura estremamente specializzata”.

Alessandro Tosi, referente Agribusiness di UniCredit Italia

Alessandro Tosi, referente Agribusiness di UniCredit Italia

(Fonte foto: Alessandro Tosi)

, 2022-11-24 14:07:00, Investimenti agricoli, che anno sarà il 2023? – Economia e politica  Agronotizie,

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