Dicembre 9, 2022

Notte Fantasma: un viaggio (anche interiore) nel buio di Roma

Notte fantasma, film prodotto da Elsinore Film e Wildside, distribuito da Vision Distribution, è l’opera di Fulvio Risuleo da vedere tra le uscite al cinema di novembre 2022, e si svolge tutto in una sola notte (come sapete anche dalla nostra recensione di Notte Fantasma). Al buio tutto sembra peggiore, più amplificato. Il pericolo è ancora più acuto e la serata potrebbe prendere la più disastrosa delle svolte. Come capitato a quella trascorsa dai personaggi del film, anzi, soprattutto da uno dei due. È Tarek, interpretato da Yothin Clavenzani, il giovane italiano figlio di seconda generazione che si imbatte in un poliziotto che lo ferma e lo arresta per possesso di droga. Un Edoardo Pesce che è al limite tra le sue canoniche interpretazioni, ma che all’agente aggiunge una sfumatura in più: quella dell’uomo turbato, disturbato, combattuto. A cui è facile dare del pazzo, ma non lo è altrettanto mettersi nei suoi panni.

Roma (s)conosciuta

È nell’ombra della Capitale che Notte fantasma percorre delle strade che appartengono a una Roma decentralizzata rispetto a quella conosciuta di Piazza Navona e del Colosseo, in cui sono i quartieri secondari a dominare, cari alla conoscenza e all’affezione dello sceneggiatore e regista Risuleo, e che dovevano contenere un po’ del tormento che appartiene principalmente ai protagonisti.

Perché il viaggio che attraverseranno nei meandri di una città famosissima, ma che per alcuni (se non molti) spettatori può risultare sconosciuta, sarà tanto fisico spostando la macchina della polizia da una strada all’altra, quanto interiore per la conoscenza approfondita che avranno infine l’uno dell’altro. Non intima, la quale non cambierà i personaggi stessi. Ma che li metterà di fronte ad un individuo completamente differente da sé e sulla cui diversità saranno portati a riflettere. Non solo per questioni legate alle proprie origini, alle generazioni distanti, ma per questioni personali che fuoriusciranno senza diventare mai retoriche, ribaltando quasi la situazione e la posizione ricoperta dal ragazzo e dal poliziotto nel film, diventando il primo lo scrutatore del secondo, potendone essere quasi il potenziale salvatore. L’oscurità era perciò una condizione necessaria e voluta dall’autore per estendere al massimo la discesa in un torbido che tenderà infatti a rischiararsi con le prime luci del mattino, lasciando al pubblico la decisione di interpretare la conclusione del film se come una sconfitta oppure come una catarsi.

Un uscire sicuramente diversi da quel fine giornata, che rappresenta l’inizio per i protagonisti e che si conclude proprio quando le altre persone si svegliano e si preparano per andare al lavoro. Dove comincia la storia di uno si chiude quella di un altro, e viceversa. All’inizio di Notte fantasma per i due personaggi c’era un’infinita schiera di possibilità su dove potevano muoversi, andare e ritrovarsi, giungendo a scoprire l’uno il mondo dell’altro cercando di capire e metabolizzare cosa potrebbe rimanere loro di quella serata.

Dentro e fuori i protagonisti

È perciò coerente come l’illuminarsi graduale dell’opera si accompagni a un disvelamento continuo dei personaggi, in cui l’agente di Edoardo Pesce cerca di trovare costantemente nuovi stimoli decidendo di trascinare con sé quel suo confuso e a tratti infastidito ragazzo messo agli arresti. Ed è sempre più dalla parte di quest’ultimo, con i suoi occhi e le sue perplessità che ci mettiamo ad osservare quell’uomo più grande che tiene in ostaggio un giovane, il quale dovrà sottostare a tante assurdità quante la mente del suo compare va partorendo.

Dal conversare come fossero vecchi amici al costringerlo a ballare insieme ad un ragazza, fino a condurlo al centro di un tenebroso cimitero in cui il senso di morte, il quale aleggia per tutta la pellicola, sembra essere arrivato al momento del suo compimento.

La serata che per Fulvio Risuleo si fa “fantasma” è quella degli incubi di un uomo che non vuole per forza riversarli su un ragazzo, ma non può fare a meno di renderlo partecipe. Per sentirsi utile, per sentirsi un po’ meno solo. Per adempiere a quel ruolo di poliziotto, l’unico che gli è rimasto, la cui vacuità altrimenti come essere umano si farebbe ancora più sentire nel cuore della notte. Un film in cui l’assenza di luce è l’incentivo per i demoni a saltare fuori, riempiendo quella tenebra, la quale forse è dentro di noi.

, 2022-11-23 12:00:00, Una Capitale da scoprire e inaspettata, che Fulvio Risuleo descrive per tratteggiare il cammino umano e fisico percorso dai protagonisti., Photo Credit: , Martina Barone

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