Dicembre 9, 2022

Istat: meno disuguaglianze con la rivalutazione pensioni, l’assegno unico e i bonus energetici

Welfare

Gli interventi pubblici sui redditi familiari hanno ridotto la diseguaglianza dal 30,4% a 29,6% e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%

di Giorgio Pogliotti

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3′ di lettura

Gli interventi pubblici sui redditi familiari quest’anno hanno contribuito a ridurre la diseguaglianza (misurata dall’indice di Gini) dal 30,4% a 29,6%, e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%. In particolare in seguito alla riforma dell’Irpef contenuta nella legge di Bilancio del 2022 per il 64,9% delle famiglie che hanno migliorato la propria situazione il beneficio medio è di 828 euro, I contribuenti con i redditi medio-alti traggono i maggiori vantaggi dalla riforma, il beneficio è minore nel quinto più povero della popolazione, nel quale si concentrano i contribuenti con redditi inferiori alla soglia della no-tax area, esenti da imposta.

Il rapport dell’Istat sulla redistribuzione del reddito calcola l’impatto avuto da misure come la riforma Irpef, l’assegno unico e universale per i figli a carico, le indennità una tantum di 200 e 150 euro, i bonus per le bollette elettriche e del gas, l’anticipo della rivalutazione delle pensioni. Insieme di misure che, spiega l’Istituto di statistica, hanno ridotto il rischio di povertà per le famiglie con figli minori, sia coppie (-4,3 punti percentuali), sia monogenitori (-4,2 punti percentuali), soprattutto in seguito all’introduzione dell’assegno unico

Irpef: per un quinto delle famiglie perdita media 824 euro

Per effetto della riforma dell’Irpef che ha ridisegnato gli scaglioni, le aliquote ed ha rimodulato le detrazioni, il 21,8% delle famiglie hanno peggiorato la propria situazione, subendo una perdita media di 824 euro . Le perdite determinate dalla riforma dell’Irpef sono dovute, soprattutto, all’abolizione delle detrazioni per i figli a carico che vengono compensate dall’assegno unico e universale solo per una parte delle famiglie con figli

Per le famiglie senza figli o con figli adulti il rischio povertà aumenta

Con la riforma dell’Irpef la riduzione del rischio di povertà che ha interessato le famiglie monocomponenti (-2,1punti) e gli ultrasessantacinquenni soli (-1,3 punti) è legata soprattutto ai bonus e all’anticipo della rivalutazione delle pensioni. Di contro, per le famiglie senza figli o solo con figli adulti il rischio di povertà rimane quasi invariato o aumenta leggermente.

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Assegno unico: vantaggio medio di 143 euro mensili

L’introduzione dell’assegno unico mantiene inalterata la situazione reddituale per il 66,4% delle famiglie rispetto al passato, quando c’erano gli assegni per il nucleo familiare. Il 24,3% migliora la propria situazione, avendo un beneficio medio pari a 1.714 euro (circa 143 euro mensili). Mentre il 9,3% la peggiora: la perdita media è pari a 591 euro (circa 50 euro mensili). La perdita più elevata si ha tra i nuclei più ricchi (rispettivamente 887 e 951 euro) e in quelli più poveri (752 euro) di questo gruppo, per i quali l’assegno per il nucleo familiare aveva un importo maggiore del nuovo assegno unico.

, 2022-11-23 12:50:00, Gli interventi pubblici sui redditi familiari hanno ridotto la diseguaglianza dal 30,4% a 29,6% e il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%, di Giorgio Pogliotti

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