Dicembre 9, 2022

Investimenti anti-crisi, i consigli di BlackRock: bond fino a 5 anni e piani a rate

finanza

di Giuditta Marvelli23 nov 2022

Investimenti anticrisi, i consigli di BlackRock: bond brevi (fino a 5 anni) e piani a rate contro l'incertezza Bruno Rovelli, chief investment strategist di BlackRock Italia

Bond societari brevi e piani di investimento a rate. Secondo Bruno Rovelli, alla guida delle strategie di BlackRock Italia — il braccio nostrano del colosso americano del risparmio gestito, che ha ormai superato i diecimila miliardi di dollari in gestione — questi sono i pilastri di un piano molto prudente per muoversi in un mondo che sta cambiando velocemente e che, per ora, offre a chi investe tanta incertezza. «I rendimenti delle obbligazioni, però, sono tornati — dice Rovelli —. E quindi considerare i titoli fino a cinque anni, soprattutto negli Stati Uniti, consente almeno di abbassare l’impatto dell’inflazione». L’altra idea, sapendo che non è mai possibile individuare per tempo il punto più basso di una crisi, è quella di entrare sui mercati a piccoli passi, utilizzando lo strumento del pac. «Iniziare adesso un percorso di questo tipo -—dice ancora Rovelli — consente di sfruttare al meglio l’attuale ribasso dei prezzi, tenendo sotto controllo il rischio e la volatilità».

Tassi e inflazione

Ma che scenario ci aspetta? Ulteriori aumenti dei tassi. Per ora. E ricominciare a scendere questa volta non sarà facile. Per quanto riguarda l’America, oggi i Fed Funds sono nel «corridoio» 3,75%-4% e «ci aspettiamo un picco al 5% nel primo trimestre del 2023, ma nessun taglio nel corso del prossimo anno». Mentre sul fronte della Banca centrale europea il deposit rate è all’ 1,5% «con un picco stimato al 2%». Basterà in prospettiva per tenere a bada il costo della vita? Secondo BlackRock (ma la pensa così la maggioranza dei grandi investitori) il costo della vita non resterà ai livelli dove si trova ora, ma — anche dopo la cura delle Banche centrali che indurrà o accompagnerà la frenata — non tonerà nemmeno dove era prima della crisi in corso. «Vediamo l’inflazione stabilizzarsi al 3% negli Stati Uniti e un po’ sopra il 2% in Europa», dice ancora Rovelli. Per il Vecchio Continente, dunque, parliamo di un livello superiore di circa 1 punto e mezzo rispetto a quell’1% medio che ha accompagnato i cittadini e le imprese europee dal 2008 fino alli’improvviso rialzo di gas & co. (iniziato, lo ricordiamo, prima dell’invasione russa dell’Ucraina) che ha cambiato lo scenario globale.

Il calo della domanda e la transizione ecologica

Ma come si può descrivere il mondo che gira nuovamente con alti tassi di inflazione? Pe prima cosa, spiega Rovelli, bisogna comprendere che negli ultimi trent’anni l’offerta è cresciuta sempre più rapidamente della domanda. E che ora non è più così. «Ci sono elementi strutturali che sono cambiati, che hanno una forte influenza sul costo della vita, e che, almeno per ora, non torneranno come prima», dice lo strategist. Eccone alcuni: non abbiamo più il dividendo di pace raccolto in Europa dopo la fine dell’Unione sovietica, la globalizzazione ha lasciato il posto ad un confronto strategico tra Cina e mondo occidentale, l’invecchiamento della popolazione e la fine di politiche liberali nell’accoglienza di migranti creano disequilibri nel lavoro. E ancora: la transizione ecologica è una forza che spinge l’inflazione perché la «pulizia» delle fonti ha un costo che finora è stato difficile da vedere e da quantificare.

Le nuove spinte

Queste sono grandi tendenze di fondo. Che, appunto, hanno cambiato verso rispetto al recente passato. Poi ci sono fattori più congiunturali, spiega Rovelli. Come l’aggiustamento della domanda post Covid e la guerra. In tutti e due i casi siamo di fronte a fenomeni che hanno acuito (adesso va un po’ meglio) il problema, comunque strutturale, del nuovo squilibrio tra domanda e offerta. In molti settori lo choc pandemico ha provocato tagli e aggiustamenti, mentre è ancora impossibile capire dove porteranno le spinte inedite che hanno interrotto o modificato le catene produttive così come sono state costruite e utilizzate fino ad oggi.

La deglobalizzazione

Secondo Rovelli è prematuro dichiarare finito il processo di globalizzazione: «Non è semplice riconfigurare le catene globali. Richiede molto tempo, investimenti in logistica e infrastrutture», commenta. E, per il momento, anche se è chiaro che anche dopo la fine della guerra il mondo non tornerà nella condizione precedente, «i numeri non certificano la fine del sistema precedente. Abbiamo, per esempio, la prova che stanno accelerando gli investimenti diretti negli Stati Uniti, ma anche l’evidenza che non c’è una decelerazione speculare in Cina», conclude. Quindi il gran braccio di ferro tra giganti su tecnologia e partite commerciali è in pieno svolgimento. Dare verdetti anticipati può mandare gli investitori fuori strada.

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, 2022-11-23 08:55:00, Le obbligazioni corporate Usa offrono rendimenti in grado di arginare un po’ l’inflazione senza troppi rischi. E con i pac si sfrutta il ribasso dei prezzi, dice Bruno Rovelli (BlackRock Italia), Giuditta Marvelli

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