Dicembre 8, 2022

Extraprofitti per le aziende dell’energia: sale l’aliquota dal 25 al 35%

manovra

di Emily Capozucca23 nov 2022

Extraprofitti per le aziende dell'energia: sale l'aliquota dal 25 al 35%

La manovra approvata dal Consiglio dei ministri, in combinato con un decreto fiscale, contiene misure per 35 miliardi. Un documento che si basa su un approccio definito dal governo «prudente e realista» che tiene conto della situazione economica, anche in relazione allo scenario internazionale caratterizzato dalla guerra in Ucraina, e allo stesso tempo «sostenibile per la finanza pubblica». Il pacchetto energia assorbe la maggior parte delle risorse: 21 miliardi di euro per il sostegno a famiglie e imprese contro il caro energia. Ma dove reperire le coperture?

Come aveva già annunciato nelle scorse settimane, l’esecutivo ha deciso di utilizzare tutto il disavanzo aggiuntivo che aveva stabilito (e cioè 21 miliardi di extra-deficit, che faranno alzare il rapporto deficit/Pil al 4,5% per il 2023) per calmierare le bollette di famiglie e imprese. Ad affiancare il deficit, sono attese risorse aggiuntive dalla nuova tassazione sugli extraprofitti delle imprese dell’energia. Da una parte, il contributo straordinario introdotto dal governo Draghi: «La manovra interviene con una nuova norma sugli extraprofitti che supera alcuni elementi di contestazione. Recuperiamo circa 2,5 miliardi e alziamo l’aliquota dal 25% al 35%» ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Dall’altra, come spiegato oggi dal Sole 24 Ore, si inserisce la tassa bis sull’introduzione di un sistema, in linea con il regolamento europeo, che aumenterebbe l’aliquota dal 25% al 33% applicata sull’utile e non più sul fatturato (come previsto dal regolamento europeo del 6 ottobre). Le due misure insieme dovrebbero recuperare 5,5 – 6 miliardi.

Ulteriori risorse potrebbero derivare dalla vendita nel 2023 del gas che il Gse ha acquistato nell’anno in corso grazie al finanziamento dello Stato di 4 miliardi.

Il contributo straordinario, nato al 10% lo scorso marzo con il decreto Ucraina, incrementato al 25% c on l’Aiuti-bis di maggio, salirà al 35% e sarà retroattivo applicabile all’aumento del saldo attivo Iva fra l’inverno 2020-21 e quello 2021-22 con alcuni correttivi. In base alle modifiche su aliquota e conteggi, il conguaglio del dovuto andrà saldato entro il 31marzo del prossimo anno.

Una volta superata l’urgenza, si farà riferimento al regolamento Ue approvato un mese e mezzo fa. Gli extraprofitti verranno tassati con l’aliquota al 33% sulla base dei profitti misurati sugli utili, con un acconto da pagare a fine giugno e il conguaglio da saldare lo stesso mese dell’anno successivo, che andrà anche a giovamento dei conti del 2024. Una soluzione che risulterebbe di più facile applicazione, anche ai fini dei controlli.

«Gli extraprofitti se ci sono che si tassino, non abbiamo un atteggiamento negativo» ha detto l’ad di Enel Francesco Starace in conferenza stampa sul piano strategico 2023-2025 a proposito dell’introduzione in manovra dell’aumento dal 25 al 35% della tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche fino al 31 luglio 2023. «Gli extraprofitti generati nel 2022 si riferiscono a tasse sempre fatte retroattivamente, si confrontano i profitti rispetto al periodo precedente. Se li hai fatti, se ci sono, vanno tassati, non c’è niente che possiamo fare da questo punto di vista».

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, 2022-11-23 09:15:00, Due sono le misure per reperire le risorse: il nuovo aumento di aliquota al 35% e il bis previsto dal regolamento europeo che tassa gli utili e non il fatturato , Photo Credit: , Emily Capozucca

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