Dicembre 8, 2022

De Pau filmava mentre uccideva le due donne cinesi: trovati video e foto nel telefonino

di Fulvio Fiano

Dettagli che emergono dall’ordinanza con cui il gip motiva la detenzione in carcere: «Omicidi efferati e brutali»

Le uccideva per filmarsi. È la sconvolgente novità che emerge dall’’ordinanza con cui il gip motiva la detenzione in carcere per Giandavide De Pau, il 51 enne arrestato per il triplice omicidio di giovedì a Prati. Nel suo cellulare rivenuto nell’appartamento in via Riboty dove sono state uccise le due cinesi gli investigatori della squadra mobile hanno trovato due video di 14 minuti e 42 minuti rispettivamente nei quali pur non venendo inquadrata la vittima si ascolta in modo inequivocabile quello che sta accadendo.

De Pau nega l’omicidio di Martha

La Squadra mobile ha identificato le due vittime, oltre a Martha Castano Torres, la prostituta colombiana trovata morta poco dopo in via Durazzo , uccisa sempre a coltellate, anche se il 51enne ex autista del boss di camorra Michele Senese al momento nega ogni responsabilità su questo delitto, dopo un lavoro accurato sui documenti trovati in via Riboty, grazie anche ad alcune testimonianze raccolte nella comunità cinese e poi anche all’analisi delle impronte digitali, acquisite dalla polizia scientifica proprio sulla scena del crimine. Non si esclude che le due donne, come spesso capita negli ambienti della prostituzione, abbiano deciso di proposito di non rivelare mai le loro generalità, anche per non correre il rischio di essere espulse dal territorio nazionale in quanto comunque clandestine.

Le immagini agghiaccianti

I video mostrano inizialmente in modo esplicito De Pau impegnato in un rapporto sessuale con la prima delle due cinesi, completamente nuda, mentre pronuncia frasi volgari e aggressive. Poi l’uomo sposta il telefono che gli inquadra le scarpe da ginnastica con gomma bianca, poi appoggia lo smartphone oscurando le riprese ma lasciando in funzione l’audio. Si sente De Pau chiedere alle donne se l’altro cliente in attesa è andato via perché vuole consumare un rapporto con entrambe dicendosi disposto ad offrire più denaro. Si sente il rumore di una zip che si apre e una delle due donne dire “io non prendo” per rifiutare un’offerta di droga. De Pau riprende poi il telefono e inquadra la seconda cinese con la quale ora sta avendo un rapporto, poco dopo le chiede qualcosa da bere ma si sentono rumori di fondo e le urla strazianti di una e la domanda dell’altra «cosa fai a lei?». La sequenza è drammatica, tra i rantoli in fin di vita della prima prostituta e porte che sbattono durante la fuga dell’altra.

I video smentiscono la versione del killer di Prati

È la prova regina della colpevolezza di De Pau, «pienamente provata – scrive il gip Mara Mattioli – dal contenuto dei video che smentiscono integralmente la versione dallo stesso fornita circa la presenza di un altro uomo armato di pistola che avrebbe aggredito le due donne e minacciato lui». Chiarito anche il giallo della sua auto, rinvenuta il venerdì in via dell’Acqua Vergine dopo essere stata coinvolta in un incidente stradale e recuperata da un carro attrezzi (tra Prenestina e Collatina) e portata presso un deposito giudiziario. L’auto aveva ancora le chiavi inserite. A bordo un coltello che però non sarebbe quello del delitto.

Il gip: «Omicidi efferati e brutali. Resti in carcere»

Il gip motiva l’esigenza di tenerlo in carcere, opponendosi alla richiesta dell’avvocato di traferire De Pau in una struttura psichiatrica, con «l’estrema gravità dei fatti commessi in un brevissimo arco temporale ai danni di tre donne durante la consumazione di rapporti sessuali, la particolare efferatezza e brutalità dei tre omicidi, due dei quali addirittura ripresi in diretta dall’indagato». Tutto questo, «unitamente ai precedenti da cui lo stesso è gravato, appaiono sintomatici di una personalità particolarmente violenta, aggressiva e priva di freni inibitori e inducono a ritenere elevatissimo, attuale e concreto il pericolo di reiterazione di reati della medesima specie».

Il mistero dell’arma

Ma non solo. Secondo il giudice «sussiste altresì il concreto pericolo di fuga tenuto conto della condotta successivamente posta in essere dall’indagato come sopra specificata, nonché il pericolo di inquinamento probatorio potendo l’indagato, contattare persone a conoscenza dei fatti ancora da escutere (tenuto conto che dopo i fatti sono stati coinvolti una serie di soggetti appartenenti al mondo della prostituzione) ovvero sottrarre elementi di prova fondamentali ai fini di una compiuta ricostruzione dei fatti, avendo già occultato l’arma con la quale ha ucciso le vittime».

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23 novembre 2022 (modifica il 23 novembre 2022 | 21:47)

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, 2022-11-23 21:08:00, Dettagli che emergono dall’ordinanza con cui il gip motiva la detenzione in carcere: «Omicidi efferati e brutali», Photo Credit: , Fulvio Fiano

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