Novembre 29, 2022

Cento donne uccise dall’inizio del 2022. Codice rosso: i divieti violati dagli ex partner violenti

La tragica contabilità ha superato quota 100 dall’inizio dell’anno, 95 sono quelle registrate nel dossier «Il pregiudizio e la violenza contro le donne» del Ministero dell’Interno che si ferma al 7 novembre. Curato dalla Direzione centrale della polizia criminale in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il report fa l’elenco di tutte le vittime, nome, cognome, età, modalità dei femminicidi: oltre la metà (48) sono stati commessi dal partner o dall’ex e 33 da altri familiari, figli, nipoti, fratelli.

Nel rapporto anche il bilancio della legge sul Codice rosso che nel 2019 ha introdotto una corsia preferenziale nella trattazione dei reati contro le donne e ne ha aggiunto di nuovi e altre aggravanti, fra cui la violazione dei provvedimenti di allontanamento, la costrizione al matrimonio, lo sfregio, il revenge porn. Dall’agosto del 2019 al 30 settembre di quest’anno sono state commesse 6.499 violazioni del divieto di avvicinamento che per l’82% ha riguardato donne, con un aumento del 12% dell’ultimo anno.

Nella classifica delle regioni, in testa c’è la Sicilia (17,4 reati ogni 100 mila abitanti), seguita dalla Valle d’Aosta (17,2). Estremo Sud ed estremo Nord. Sempre negli ultimi tre anni sono stati registrati 3.496 casi di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, per il 72% ai danni di donne. Qui il 2022 ha fatto registrare un calo del 20%. In cima alla graduatoria regionale il Molise (7,5 casi ogni 100mila abitanti), poi vengono Sicilia (7,2) e Sardegna (7). Ci sono le violenze sessuali, in aumento del 9% rispetto al 2021 e le costrizioni al matrimonio: 48 episodi registrati, 9 quest’anno. Insomma, una situazione che richiede attenzione.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla presentazione del report con il capo della Polizia Lamberto Giannini, ha annunciato nuove misure di contrasto. Fra le altre l’ampliamento della «portata dell’ammonimento del questore». Per Piantedosi i femminicidi commessi dal partner «sono la rappresentazione plastica della logica della sopraffazione, degli atteggiamenti misogini e discriminatori nell’ambito delle relazioni affettive». Ricordando le parole di Isaac Asimov, «La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci», il Direttore centrale della polizia criminale, Vittorio Rizzi, ha voluto sottolineare la natura strutturale di questi reati: «Che continua a rimanere in parte sommersa ed è il riflesso e la conseguenza di quella asimmetria di status che contraddistingue, quando patologico, il rapporto tra uomini e donne». Nel frattempo ad Andria, un uomo ha abusato di una sedicenne con disagio psichico, dopo averla drogata.

23 novembre 2022 (modifica il 23 novembre 2022 | 10:41)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

, 2022-11-23 09:41:00,

La tragica contabilità ha superato quota 100 dall’inizio dell’anno, 95 sono quelle registrate nel dossier «Il pregiudizio e la violenza contro le donne» del Ministero dell’Interno che si ferma al 7 novembre. Curato dalla Direzione centrale della polizia criminale in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, il report fa l’elenco di tutte le vittime, nome, cognome, età, modalità dei femminicidi: oltre la metà (48) sono stati commessi dal partner o dall’ex e 33 da altri familiari, figli, nipoti, fratelli.

Nel rapporto anche il bilancio della legge sul Codice rosso che nel 2019 ha introdotto una corsia preferenziale nella trattazione dei reati contro le donne e ne ha aggiunto di nuovi e altre aggravanti, fra cui la violazione dei provvedimenti di allontanamento, la costrizione al matrimonio, lo sfregio, il revenge porn. Dall’agosto del 2019 al 30 settembre di quest’anno sono state commesse 6.499 violazioni del divieto di avvicinamento che per l’82% ha riguardato donne, con un aumento del 12% dell’ultimo anno.

Nella classifica delle regioni, in testa c’è la Sicilia (17,4 reati ogni 100 mila abitanti), seguita dalla Valle d’Aosta (17,2). Estremo Sud ed estremo Nord. Sempre negli ultimi tre anni sono stati registrati 3.496 casi di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, per il 72% ai danni di donne. Qui il 2022 ha fatto registrare un calo del 20%. In cima alla graduatoria regionale il Molise (7,5 casi ogni 100mila abitanti), poi vengono Sicilia (7,2) e Sardegna (7). Ci sono le violenze sessuali, in aumento del 9% rispetto al 2021 e le costrizioni al matrimonio: 48 episodi registrati, 9 quest’anno. Insomma, una situazione che richiede attenzione.

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla presentazione del report con il capo della Polizia Lamberto Giannini, ha annunciato nuove misure di contrasto. Fra le altre l’ampliamento della «portata dell’ammonimento del questore». Per Piantedosi i femminicidi commessi dal partner «sono la rappresentazione plastica della logica della sopraffazione, degli atteggiamenti misogini e discriminatori nell’ambito delle relazioni affettive». Ricordando le parole di Isaac Asimov, «La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci», il Direttore centrale della polizia criminale, Vittorio Rizzi, ha voluto sottolineare la natura strutturale di questi reati: «Che continua a rimanere in parte sommersa ed è il riflesso e la conseguenza di quella asimmetria di status che contraddistingue, quando patologico, il rapporto tra uomini e donne». Nel frattempo ad Andria, un uomo ha abusato di una sedicenne con disagio psichico, dopo averla drogata.

23 novembre 2022 (modifica il 23 novembre 2022 | 10:41)

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, Photo Credit: , Andrea Pasqualetto

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