Luglio 4, 2022

Delega fiscale, sì della Camera: cosa cambia dal catasto all’Irpef

Prima lettura

Molte le novità in arrivo, anche se tutto resterà sulla carta senza i decreti attuativi. Il Governo è delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale

di Andrea Carli

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Verrà ricordato soprattutto per il braccio di ferro sulla riforma del catasto, che alla fine si è risolto eliminando il valore patrimoniale e con un richiamo implicito a quello di mercato. Ma il disegno di legge di delega per la revisione del sistema fiscale, da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi – la delega fiscale di dieci articoli ha ottenuto il via libera della Camera, e ora si appresta a passare al Senato – delinea anche i pilastri di una riforma che mira a ridurre le aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi, confermare le cedolari, introdurre il cashback fiscale (con priorità alle spese socio-sanitarie), superare l’Irap e razionalizzare l’Iva.

La delega al Governo ad adottare decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale

Un impianto complessivo che resta tuttavia sulla carta senza i decreti attuativi. Il Governo è infatti delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale, fissando anzitutto principi e criteri direttivi generali cui deve attenersi la stessa revisione. Un contenitore che andrà riempito. I tempi sono stretti: se il via libera definitivo da parte del Senato dovesse arrivare dopo la pausa estiva, la carovana dei decreti attuativi potrebbe rallentare il suo percorso in un periodo, l’autunno, tradizionalmente dedicato al confronto sulle misure della manovra.

La partita sul catasto

Intanto però la delega compie il primo giro di boa alla Camera. Ed è stato un traguardo “sofferto”, considerato che il disegno di legge è stato presentato a Montecitorio il 29 ottobre del 2021, e solo lo scorso 15 giugno è stato conferito il mandato al relatore a riferire positivamente sul testo approvato. Nel corso dell’esame in sede referente soo state approvate diverse modifiche al testo originario del ddl. Turbolente sono state le sedute sul catasto, con la spaccatura della maggioranza rientrata dopo un paio di mesi a fine maggio. Grazie a una mediazione che secondo Lega e FI ha scongiurato una stangata, mentre per il centrosinistra ha esplicitato un concetto già chiaro, la nuova fotografia degli immobili attesa per il 2026 non influirà su Imu e Isee. E comunque i partiti hanno ottenuto di inserire una clausola di salvaguardia secondo cui dalle nuove norme introdotte non deve derivare un incremento della pressione tributaria.

Nuovi strumenti per il corretto classamento degli immobili

Più nel dettaglio, il Governo è delegato ad adottare norme finalizzate a modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili. La delega indica i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati (da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026). Queste informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, di conseguenza, per la determinazione di agevolazioni e benefici sociali.

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Ulteriore rendita da aggiornare periodicamente

Per garantire un’integrazione dei dati, si dovrà prevedere che venga indicata per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente, anche un’ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri già previsti in materia di tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane (mentre sono “saltati” dal testo i precedenti riferimenti all’attribuzione del valore patrimoniale). Questa rendita, ove risultasse necessario, viene determinata anche tenendo conto dell’articolazione del territorio comunale, della rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario.

, 2022-06-22 16:17:00, Molte le novità in arrivo, anche se tutto resterà sulla carta senza i decreti attuativi. Il Governo è delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale, di Andrea Carli

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