Febbraio 8, 2023

Coronavirus: si può ridurre il contagio rispettando alcune regole

La regola più importante è quella di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone

L’epidemia del coronavirus in Cina si diffonde sempre di più e cominciano a manifestarsi anche casi anche in altri paesi del mondo, Europa compresa.

Intanto gli esperti italiani consigliano di rispettare poche e semplici regole per prevenire il contagio.

Silvio Brusaferro (Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) risponde alle FAQ:

Quali sono le ultime novità sul coronavirus 2019-nCoV?

La situazione è in continua evoluzione, sia per il continuo emergere di nuovi casi, una circostanza l prevista dagli esperti, sia per il lavoro di ricerca che si sta conducendo sulle caratteristiche del virus.

Con il passare delle ore le conoscenze vengono aggiornate, questo arricchisce le indicazioni per il controllo del virus ma facilita anche la diffusione di notizie non sempre fondate.

Le autorità sanitarie cinesi ed internazionali, fra cui quelle italiane, sono pienamente allertate e stanno lavorando in stretta collaborazione per cercare di controllare l’epidemia.

L’ECDC considera ancora ‘moderato’ il rischio di casi importati in Europa, nonostante siano stati identificati tre casi in Francia, in persone che provenivano dalla zona dove si è sviluppata l’epidemia.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche la possibilità di cosiddetti casi secondari, ovvero causati dal contatto con una persona infetta. In Europa questo non è ancora avvenuto, anche se l’eventualità non si può escludere.

È raccomandabile quindi affidarsi solo a fonti ufficiali.

Quali sono le persone a rischio?

Oggi persone a rischio sono considerate quelle che negli ultimi quindici giorni si sono recate nelle zone coinvolte e che manifestano una sintomatologia simile alle infezioni delle alte vie respiratorie, quali febbre, tosse dolore muscolare, affaticamento e difficoltà respiratoria o che siano state in contatto con persone colpite dal corona virus 2019-nCoV.  

Un ulteriore motivo di preoccupazione è la possibilità, anche questa non insolita per le malattie infettive, che persone asintomatiche possano trasmettere il virus.

Tutte le FAQ su Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica

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