Dicembre 1, 2022

Il referendum elettorale proposto da Salvini è stato bocciato dalla Consulta

Le motivazioni della sentenza saranno pubblicate entro il 10 febbraio

La Corte Costituzionale ha dichiarato non ammissibile la richiesta di referendum sulla legge elettorale promossa dal partito di Salvini. La proposta, avanzata da 8 consigli regionali di centrodestra (Liguria, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Basilicata, Sardegna), aveva superato il vaglio di ammissibilità della Corte di Cassazione a fine novembre. Il quesito referendario, elaborato da Roberto Calderoli, era volto a eliminare con numerose abrogazioni puntuali ogni riferimento alla ripartizione proporzionale dei seggi, trasformando di fatto il Rosatellum in un maggioritario puro.

La bocciatura del referendum ha reso vano il tentativo della lega di modificare il sistema elettorale in senso maggioritario. Ora potrebbe aver un iter più accelerato la riforma elettorale proporzionale proposta dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5S).

Da considerare comunque che l’ammissibilità del quesito maggioritario leghista da parte della Consulta sarebbe stato uno stimolo in più a concludere la riforma proporzionale in tempi brevi per i partiti dell’alleanza giallo-rossa, che avrebbero potuto così evitare il rischio del referendum.

Concludendo, considerato che il referendum maggioritario è stato evitato, i partiti di governo potrebbero prendersi più tempo per elaborare una nuova legge elettorale.

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