Dicembre 1, 2022
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Il Bonus merito va contrattato con i sindacati

Lo stabilisce un emendamento al disegno di legge di bilancio che è stato approvato nei giorni scorsi in commissione Bilancio al Senato e confermato nel maxi-emendamento presentato in aula

Eugeno Bruno su Il Sole 24 ore del 17/12/2019

Non c’è pace per il bonus merito. La parte “flessibile” di retribuzione per i docenti, introdotta dalla Buona Scuola e legata alla valutazione dei docenti, di fatto andrà contrattata con i sindacati. A prevederlo è un emendamento al disegno di legge di bilancio che è stato approvato nei giorni scorsi in commissione Bilancio al Senato e confermato nel maxi-emendamento presentato in aula. Una modifica che segue quella contenuta nel decreto Scuola , all’esame di Palazzo Madama nei prossimi giorni, che ne aveva esteso la fruizione anche ai precari.

Le risorse nel Fondo di istituto
Il maxi-emendamento alla manovra stabilisce che le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, (e cioè i 200 milioni stanziati annualmente dalla Buona Scuola per premiare il merito nella scuola) «già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa, in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione». Due le novità dunque: andranno contrattate con i sindacati e non saranno più riservate solo ai docenti ma andranno anche al resto del personale scolastico.

Le modifiche del decreto Scuola
Novità che si aggiungono, come detto, a quella già prevista dal decreto Scuola. Il provvedimento su cui l’assemblea di Palazzo Madama si pronuncerà nei prossimi giorni ha già ampliato la platea dei destinatari ai supplenti con contratto fino al termine delle lezioni (30 giugno) oppure fino al termine delle attività didattiche (31 agosto). Tutte misure che ridurranno l’entità del bonus e di fatto ne favoriranno una distribuzione ancora più a pioggia.

Contraria la Gilda
«È ora di dire basta al gioco delle tre carte con i fondi stanziati dalla famigerata legge 107/2015 per il bonus merito. Quelle somme, la cui destinazione abbiamo sempre contestato, riguardano unicamente i docenti e devono andare a incrementare le loro buste paga». Queste le parole di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ha suggerito piuttosto di usarle per finanziare il rinnovo del contratto degli insegnanti, se possibile insieme alla card formazione da 500 euro.

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