Dicembre 8, 2022

La strategia di Conte per mediare sul Salva-Stati. Tutte le riforme Ue in un «pacchetto»

In serata il vertice a Palazzo Chigi dove premier porterà il «piano» congegnato con Gualteri per placare l’ira di Di Maio

Il testo sui cui la fragile alleanza di governo ha rischiato di saltare è il Meccanismo europeo di stabilità (Mes), che dovrà essere approvato il 4 e 5 dicembre al vertice Ecofin e sul quale il capo dell’esecutivo riferirà domani a Camera e Senato. Luigi Di Maio si è impuntato, non metterà alcuna firma «al buio» e al premier una volta ancora tenta mediare tra il veto del Movimento e le convinzioni del Pd, favorevole al trattato. Due scuole di pensiero all’apparenza inconciliabili. Eppure Conte ha trovato una solida sponda nel ministro dell’Economia, Gualteri, con il quale si sente in «piena sintonia».

E così, nel percorso tra Palazzo Chigi e via Venti Settembre, si sta aprendo una via che, per quanto stretta, dovrebbe condurre il governo fuori dal labirinto in cui si è cacciato. La soluzione del rebus sta nella definizione di «logica del pacchetto», cioé affrontare contestualmente Mes, Unione bancaria e le altre riforme europee che ne fanno parte.

In quel perimetro, a cominciare da alcuni «documenti di accompagnamento», l’Italia chiederebbe delle modifiche che andrebbero incontro alle proteste del M5S. In questo modo Conte e il ministro dell’Economia, che i collaboratori definiscono «perfettamente allineati» nell’intento di sminare il campo, sperano di placare l’ira di Di Maio.

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