Febbraio 3, 2023

Fondazione Open, Renzi: “Massacro mediatico”. Di Maio: “Commissione su fondi ai partiti”

Il leader di Italia Viva dopo le perquisizioni della Gdf: “I fondi sono regolari”. Di Maio: “Serve commissione d’inchiesta su finanziamenti ai partiti, lo chiederemo nel contratto di governo”

È un’inchiesta molto ampia quella portata avanti dalla Procura di Firenze sulla fondazione Open, istituita per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra cui la Leopolda. Oltre 30 le perquisizioni eseguite dalla Gdf in tutta Italia ordinate dai pm che, accanto ai reati di riciclaggio e traffico di influenze illecite, ipotizzano anche quello di finanziamento illecito ai partiti. Quest’ultimo viene contestato ad almeno un indagato, l’avvocato Alberto Bianchi, ex presidente della Open. Ma tra gli indagati e perquisiti c’è anche Marco Carrai, l’imprenditore fiorentino amico personale di Renzi e già membro del Cda della stessa Open. Sul caso, intanto, è polemica. Renzi, su Facebook, ha parlato di un “massacro mediatico”. Mentre Luigi Di Maio ha subito attaccato: “C’è un problema serio su fondi e finanziamenti ai partiti: serve subito una commissione d’inchiesta, lo chiederemo nel contratto di governo che faremo partire a gennaio”. E il premier Giuseppe Conte non si oppone: “Il Parlamento è sovrano”.

Renzi: “Fondi regolari”

Renzi ha precisato che “i fondi sono regolari. Chi ha finanziato la Open ha rispettato la normativa sulle fondazioni”, “se poi altri partiti utilizzano questa vicenda per chiedere commissioni di inchiesta sui partiti e sulle fondazioni io dico che ci sto”. “Anzi, rilancio – ha detto Renzi -: dovremmo allargare la commissione d’inchiesta alle società collegate a movimenti politici che ricevono collaborazioni e consulenze da società pubbliche. Italiane, certo. Ma non solo italiane”.

I pm, ha poi continuato l’ex premier, “sono gli stessi che hanno firmato l’arresto dei miei genitori (LE TAPPE DEL PROCESSO), Creazzo e Turco (procuratore capo e procuratore aggiunto di Firenze, ndr), provvedimento annullato pochi giorni dopo dal riesame”. Poi ha invitato le aziende a “non finanziare Italia Viva” per non passare “guai di immagine” e a usare il crowfunding.

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