Dicembre 8, 2022
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Aids, Istituto superiore di Sanità: in calo i nuovi casi di Hiv, -20% nel 2018

In aumento però le diagnosi tardive, sintomo – si legge – di una “scarsa consapevolezza sulla diffusione ancora ampia”. Tra i più colpiti i giovani tra i 25 e i 29 anni

Per la prima volta dopo diversi anni – per la precisione dal 2010 – calano le nuove diagnosi di Hiv (il virus dell’immunodeficienza umana) in Italia. Nel 2018 sono scese del 20% rispetto all’anno precedente. Lo rivelano i dati diffusi oggi dall’Istituto superiore di Sanità (Iss), sottolineando al contempo però come siano in aumento le diagnosi tardive. La riduzione, scrive l’Istituto, interessa tutte le modalità di trasmissione, sia eterosessuali che MSM (Maschi che fanno Sesso con Maschi) ed è probabilmente da attribuire in modo principale all’efficacia delle terapie antiretrovirali ed alle nuove Linee Guida Terapeutiche che prevedono di iniziare la terapia precocemente dopo la diagnosi.

In aumento le diagnosi tardive

“Continua ad aumentare, purtroppo, la quota di persone (57% nel 2018) che scoprono di essere sieropositive molti anni dopo essersi infettate – si legge nel rapporto del Centro Operativo AIDS (COA) – e vengono pertanto diagnosticate quando il loro sistema immunitario è già compromesso; questo è evidentemente l’effetto di una scarsa consapevolezza sulla diffusione ancora ampia di Hiv nel nostro Paese e del rischio che si corre di contrarre l’Hiv attraverso rapporti sessuali non protetti”.

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