Febbraio 8, 2023

E’ stato definito il “rimpatrio dei cervelli” ma al momento non ci sono cifre precise

Pare che, con la Brexit, ci sia chi ha deciso di tornare in Italia e lasciare il Regno Unito

Di  Giorgia Orlandi  Debora Gandini 

Londra è stata la meta ambita di ricercatori e professori stranieri. Circa 5700 gli accademici italiani che lavorano nel Paese, la seconda più grande comunità scientifica straniera. Da giugno del 2016 la situazione pare essere cambiata, Secondo un recente studio – subito dopo il referendum, l’82% di questi dipendenti voleva lasciare il Regno Unito. Uno su tre ha scelto di tornare in Italia.

La Professoressa Eleanor Spaventa. Dopo 20 anni nel Regno Unito, ora insegna Diritto europeo presso l’Università Bocconi. Lei è convinta che la Brexit avrà effetti collaterali sugli atenei britannici: “Ci sarà spazio solo per un gruppo ristretto di candidati se si impongono controlli sull’immigrazione agli accademici. Questo influirà anche sulla qualità del campo di ricerca… e dei colleghi stessi.”

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