Dicembre 6, 2022

Manovra 2020: ok del Cdm al Decreto fiscale e alla Legge di bilancio

Tetto di 2mila euro al contante, 8 anni di carcere per i grandi evasori

Riunione del Consiglio dei ministri per il via libera al Documento programmatico di bilancio (Dpb) che indica i cardini della legge di bilancio e viene inviato alla Commissione europea per la valutazione sulla sostenibilità e congruità delle misure di finanza pubblica dei singoli paesi membri. Nel Documento sono dettagliate le misure della manovra, fatta di legge di bilancio e decreto fiscale, sui quali è stato avviato l’esame a Palazzo Chigi.

Sull’impostazione della manovra pesa l’incognita tecnica della proroga al 2020 di 3 miliardi di introiti da partite Iva e forfettari. Confermati i 3 miliardi per il taglio dei cuneo fiscale. Una cifra che, dal 2021, salirà a oltre 5 miliardi. L’alleggerimento delle tasse dovrebbe riguardare i redditi fino a 35mila euro.

Quota 100 resta, tasse giù lavoratori
Nel 2020 Quota 100 non cambierà e le tasse saranno tagliate solo ai lavoratori. Su questi due pilastri regge il primo accordo sulla manovra, siglato da Pd e M5s. Il confronto prosegue: manca l’intesa su temi delicati come il carcere agli evasori. E Matteo Renzi attacca sia su Quota 100 sia sull’abbassamento da 3.000 a 1.000 euro del tetto all’uso del contante, una scelta su cui si scontra con il premier Giuseppe Conte. Ma intanto il M5s ottiene che le finestre per le pensioni anticipate non slittino e il Pd che i 3 miliardi di taglio del cuneo non vengano spalmati anche sulle imprese ma dati solo ai lavoratori.

Tre miliardi per il taglio del cuneo fiscale
L’approdo della manovra in consiglio dei ministri è laborioso, soprattutto per far quadrare le coperture. A conti fatti, potrebbe lievitare un po’, salendo oltre i 30 miliardi. Il grosso delle coperture sarà legato alla flessibilità sul deficit, alla spending rewiew e all’abolizione dei sussidi ad
attività dannose per l’ambiente. E un apporto notevole è atteso dalla lotta all’evasione fiscale: la nota di aggiornamento al Def mette in conto 7 miliardi, ma al momento le coperture cifrate nella bozza del decreto arrivano a circa 2,7 miliardi, anche se molte misure ancora non sono accompagnate da quantificazioni di gettito. C’è poi l’inatteso tesoretto da 3
miliardi legato al maggior gettito dalle imposte delle partite Iva.

Lungo il percorso della manovra, però, anche il capitolo spese è salito, per finanziare o rendere più incisivi alcuni provvedimenti. Per esempio, la nascita del ‘fondo unico per la famiglia’ vale 500 milioni, mentre l’investimento nel taglio del cuneo fiscale è passato da 2,7 a 3 miliardi. Senza considerare l’ipotesi di uno stanziamento di 3,2 miliardi, a regime, per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Multe a chi non accetta carte e bancomat
Nell’ultima bozza del decreto fiscale arrivano le multe per commercianti e
professionisti che non accettano carte e bancomat. Le sanzioni affiancano
l’obbligo, già in vigore, di accettare pagamenti con la moneta elettronica. La multa sarà di 30 euro cui aggiungere il 4% del valore della transazione per cui non è stato accettato il pagamento con le carte. A controllare le violazioni saranno «ufficiali e agenti di polizia giudiziaria».

In arrivo lotteria per pagamenti digitali e digital tax
Nel decreto legge fiscale in cantiere dovrebbe trovare posto anche un premio speciale per incentivare i pagamenti con carta di credito e bancomat, con tanto di estrazioni riservate tanto ai consumatori quanto ai negozianti. Per i premi della nuova lotteria lo stanziamento previsto è di 70 milioni di euro. La bozza del provvedimento prevede anche lo stanziamento di 700 milioni di euro per il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e l’introduzione di una digital tax che frutterà 600 milioni di euro su base annua. La nuova imposta sui servizi digitali prevede un’aliquota del 3% sui ricavi da applicare ai soggetti che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro.

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