Dicembre 6, 2022

Quota 100, salta il restyling delle finestre. La palla passa al tavolo con i sindacati

La rinuncia alla creazione dal 2020 di un’uscita unica per i nuovi pensionamenti anticipati arriva al termine della riunione a Palazzo Chigi sulla manovra tra il premier Conte e la delegazione del ministero dell’Economia

Quota 100 resta. E salta anche il restyling delle finestre con il ricorso all’uscita unica per lavoratori privati e pubblici al posto dei due distinti “canali” previsto dal “decretone” dello scorso gennaio. Che continuano quindi a restare in vigore, a meno di ripensamenti dell’ultima ora.

La decisione è stata presa nell’ultima riunione a Palazzo Chigi sulla manovra, alla quale hanno partecipato il premier Giuseppe Conte e la delegazione del ministero dell’Economia. Un incontro necessario per preparare il terreno in vista del decisivo vertice di maggioranza decisivo sulla legge di bilancio e consentire poi al Consiglio dei ministri di dare l’ok al Documento programmatico di bilancio, atteso a Bruxelles, e affrontare il decreto fiscale.

I veti incrociati causano lo stop
I veti incrociati nella maggioranza e la necessità di trovare un faticoso compromesso sulla fisionomia della manovra hanno prodotto lo stop definitivo all’ipotesi di rimodulazione delle uscite per i pensionamenti anticipati con almeno 62 anni d’età e 38 anni di contribuzione, che era stata congegnata dai tecnici del Mef e che era vista di buon occhio dal Pd e da Italia Viva. Che addirittura puntava alla completa abolizione di Quota 100, difesa invece a spada tratta dal Movimento Cinque stelle. Non a Caso i Cinque stelle hanno subito espresso grande soddisfazione per la rinuncia a qualsiasi modifica. Ma la partita è solo rinviata.

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