Febbraio 3, 2023
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Il M5S: la riforma della scuola va rivista ma non cancellata

Gli iscritti alla piattaforma Rousseau favorevoli alla revisione

Nel dettaglio, con quasi 11.000 preferenze (su oltre 18.000 votanti), è stata chiesta la cancellazione della card di 500 euro destinata ai docenti per la propria formazione, da sostituire con ore di formazione obbligatorie e retribuite, e quasi altrettanti voti hanno bocciato la chiamata diretta e il bonus per merito assegnato dal dirigente. Un minore numero di preferenze hanno raccolto altre proposte come l’eliminazione o modifica dei test Invalsi (5.514); l’aumento degli strumenti di partecipazione degli studenti e delle famiglie (5.269) e la riduzione delle ore di alternanza scuola-lavoro con miglioramento della loro qualità (4.101).

Con un numero di voti contenuto gli iscritti hanno anche votato la diffusione dei libri digitali (8.175), maggiori investimenti su ambienti di apprendimento innovativi (7.849) e la promozione di “maggiori esperienze all’esterno dell’ambiente scolastico con pieno protagonismo degli studenti” (7.764), qualcosa insomma di non lontanissimo dalle esperienze di alternanza scuola-lavoro.

Infine, come si legge nel documento pubblicato nel sitodel M5S (che non è più quello di Grillo), revisione (e non soppressione) dei test Invalsi e “una maggiore centralità dell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca innovativa (INDIRE) come organo di pianificazione e di impulso delle strategie di miglioramento della qualità didattica”.

Ritocchi insomma, anche importanti, alla Buona Scuola, ma non la sua soppressione né una organica riforma della riforma (mentre nel 2013 il Movimento aveva chiesto l’abrogazione della riforma Gelmini). Anche questa linea di relativa prudenza sulla legge 107 (confermata dalla designazione di un preside come Salvatore Giuliano come candidato ministro della PI) segnala, almeno per il momento, la prevalenza dell’anima istituzionalista e ‘governista’ delM5S, impersonata da Di Maio, su quella movimentista e programmaticamente antigovernativa che costituisce l’altra faccia dell’ambivalente soggetto politico creato da Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio.

Fonte dell’articolo: Tuttoscuola.com

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